Smart DPI e sensori wearable: il dispositivo di protezione individuale non è più uno strumento passivo. È un attore attivo della prevenzione.
I dispositivi di protezione individuale intelligenti costituiscono oggi una delle innovazioni più significative nel campo della sicurezza sul lavoro. L’integrazione di tecnologie IoT e di sensori indossabili consente ai DPI tradizionali di evolversi in sistemi proattivi di prevenzione, capaci di rilevare situazioni di rischio e trasmettere dati in tempo reale. La pubblicazione INAIL “Smart DPI – Prospettive, applicazione, gestione” (maggio 2025) è oggi il documento tecnico di riferimento più aggiornato disponibile in Italia su questo tema.
I punti chiave per datori di lavoro, RSPP e consulenti SSL:
> Caschi intelligenti: sensori d’urto, rilevatori gas, geolocalizzazione e allarme “uomo a terra”. In edilizia, la computer vision integrata rileva la prossimità pericolosa tra operatori e mezzi in movimento.
> Indumenti smart: sensori biometrici per il monitoraggio di frequenza cardiaca, temperatura corporea e affaticamento muscolare. Particolarmente utili in edilizia, metallurgia e logistica.
> Privacy e GDPR: i DPI smart raccolgono dati biometrici che rientrano nella categoria dei dati personali. Ogni implementazione richiede una valutazione d’impatto (DPIA) e, ove necessario, il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali.
> Aggiornamento DVR obbligatorio: l’adozione di smart DPI implica l’aggiornamento del DVR per i nuovi rischi introdotti dalla componente elettronica, inclusa l’esposizione a campi elettromagnetici per i portatori di dispositivi medici impiantabili.
> Addestramento obbligatorio: ai sensi dell’art. 77 del D.lgs. 81/08, il lavoratore deve essere formato non solo sul corretto indosso, ma anche sull’interpretazione dei segnali di allerta e sulle procedure da attivare in caso di anomalia.
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