Sicurezza sul lavoro nell’era digitale: come intelligenza artificiale, IoT e wearable stanno trasformando la prevenzione degli infortuni. Ma la tecnologia da sola non basta…
Nel 2024 in Italia sono stati registrati 511.688 infortuni sul lavoro con 1.077 decessi, secondo i dati INAIL. A preoccupare ulteriormente è l’impennata delle malattie professionali: 88.499 denunce, con un aumento del 21,6% rispetto all’anno precedente. A fronte di questo scenario, tecnologie come l’intelligenza artificiale, i dispositivi IoT e i wearable industriali stanno aprendo una stagione nuova nella prevenzione degli infortuni.
I punti chiave per datori di lavoro, RSPP e consulenti SSL:
> IA e analisi predittiva: algoritmi di machine learning elaborano dati da sensori ambientali e storico infortuni per identificare pattern di rischio prima che un incidente si verifichi. La videosorveglianza intelligente rileva l’assenza di DPI e attiva automaticamente protocolli di allerta.
> Wearable industriali: caschi con sensori per parametri vitali, tute con accelerometri per rilevare cadute, guanti connessi: trasmettono dati in tempo reale a piattaforme centralizzate per interventi preventivi immediati.
> Realtà virtuale per la formazione: simulazioni di incendi, rischio caduta dall’alto, gestione di sostanze chimiche pericolose senza esporre nessuno a pericoli reali. Strumento valido di supporto all’addestramento, purché coerente con i contenuti previsti dall’art. 37 del D.lgs. 81/08.
> Il quadro normativo: l’AI Act (Reg. UE 2024/1689) classifica i sistemi IA per la sicurezza tra quelli ad alto rischio, con obblighi di trasparenza e supervisione umana. La Legge 132/2025 ribadisce che l’IA deve integrare le misure previste dal D.lgs. 81/08, non sostituirle.
> La vera sfida: non solo adottare le nuove tecnologie, ma integrarle in un sistema di gestione centrato sull’essere umano: formare, aggiornare, valutare i nuovi rischi.
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